Guerra Mondiale – I denari tra Savoia e Londra

Guerra Mondiale – La Storia ufficiale presenta gli eventi utilizzando delle versioni fumose e contorte che poco hanno a che fare con quello che realmente è avvenuto.
Un classico dei classici è lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, dove al grande pubblico viene presentata una storiella veramente risibile

I fatti sono, come al solito, alquanto diversi; almeno per quanto riguarda l’Italia ci è stato detto, scritto (e persino filmato) che il fascismo ha dichiarato guerra alle potenze democratiche con tutto quello che ne consegue.
Non ho nulla da obiettare su quelle presentazioni, a parte il fatto che siano di una parzialità assoluta; lo scenario politico era completamente diverso.

Innanzitutto occorre prendere atto che Il fascismo, in Italia, era un’emanazione del Capo dello Stato, il Re, il quale preferiva trincerarsi e nascondersi dietro l’operato del suo front man Mussolini.
Dietro la dichiarazione di guerra, presentata da Mussolini (in realtà Galeazzo Ciano) si celava, infatti, la volontà del re Vittorio Emanuele III, che a sua volta celava la volontà di Londra per una guerra Mediterranea.
Questa guerra, della durata prevista di qualche mese, avrebbe dovuto avere degli effetti positivi su entrambi i partecipanti alla disfida:

1) Avrebbe permesso al Governo Italiano la partecipazione delle trattative di pace tra Germania ed Inghilterra, con benefici sulle condizioni di pace che, eventualmente, Hitler avesse imposte a Londra;
2) Avrebbe costretto il Governo Inglese a promuovere un eccezionale piano di costruzioni navali per poter sostituire la navi da guerra nel Mediterraneo; ma le navi sarebbero state consegnate solamente qualche anno dopo l’avvio della commessa;
3) Avrebbe maggiormente legato Italia e Regno Unito nella gestione “condominiale” del Mediterraneo (Mare Nostrum italo/inglese);
4) Avrebbe arricchito le proprietà della corona italiana con nuove acquisizioni di coste mediterranee (Dalmazia, Tunisia, Grecia etc).

Piu o meno era lo stesso format già utilizzato per la spedizione di Garibaldi in Sicilia o per la guerra italo turca per la Libia nel 1911, dove Londra suggeriva ed aiutava i Savoia nella loro espansione territoriale mantenendoli, però, sotto scacco politico ed imponendo loro solo ciò che fosse conveniente al Governo inglese.

Gli attori di queste trattative segrete erano i componenti delle due massonerie italiane ed inglesi che si dedicavano alla promozione di questo piano presso i rispettivi governi.
La clausola più segreta era il divieto di permettere ai tedeschi ( ed ai francesi) di affacciarsi sul Mediterraneo.
Purtroppo non ci sono documenti su tali trattative ma, in alcuni casi, i fatti rappresentano testimonianze altrettanto valide.

Nei primissimi giorni di guerra avvengono degli eventi inspiegabili

Hambros Bank

Lo stop alle Forze Armate tedesche a Dunkerque, a fine Maggio 1940, fa pensare ad un accordo anglo tedesco ed il famoso volo di Herman Hesse fa decollare ipotesi di difficile interpretazione.
La mancata conquista italiana dell’isola di Malta, combinata con il cambio del Direttore dei Servizi Segreti inglesi (MI5) proprio il 10 Giugno 1940, tale Brigadiere Oswald Allen Harker, fanno sospettare di un accordo tra la parte italiana e quella inglese.
Basti pensare che il precedente Direttore dell’MI5, “Mister K” Sir Vernon Kell, creatore dei Servizi Segreti inglesi, era in servizio da più di 30 anni filati.

L’affondamento della flotta mediterranea francese, il 3 Luglio 1940, da parte della flotta inglese, è un indizio di manifestazione della volontà che i traffici nel Mediterraneo dovessero avere un solo controllore: la flotta Inglese. Agli italiani restava il compito secondario di gestire i territori costieri del Mediterraneo escludendo i porti chiave: Gibilterra, Malta e Suez.

L’incastro del Regio Esercito italiano nelle montagne dell’Epiro nell’inverno del 1940, sembra un grazioso regalo al nemico inglese.
La resa delle truppe italiane dell’Amba Alagi il 17 Maggio 1941, effettuata senza molti combattimenti, appare frutto di un accordo italo-inglese per una guerra ed una pace separata.
Tutto questo è veramente accaduto ma non è mai stato pubblicato un documento cartaceo a riguardo; forse nel carteggio Mussolini Churchill esiste qualcosa ma, molto probabilmente, non emergerà mai.
Gli Unici documenti certi sono quelli relativi ai conti correnti bancari dei Savoia a Londra; questi conti gestiti presso l’Hambros Bank non sono stati bloccati dal Governo Inglese, anzi, questi denari sono stati utilizzati per finanziare, con remunerazione, il “Prestito della Vittoria”… inglese, ai danni dell’Italia.

La guerra prevista di alcuni mesi, si prolungò nel tempo ed i fatti non andarono probabilmente come previsto ma le stranezze continuarono.
La nomina di Sir Charles Hambro, proprio il gerente dei depositi bancari di casa Savoia, a direttore del SOE (Reparto per le Operazioni Sporche), nel 1942, contribuisce ad alimentare i sospetti.
Ancora, le promozioni nel 1942 di ammiragli “filo-inglesi” e la nomina, nel 1943, a comandante della Regia Aeronautica e della Regia Marina di un Generale (ed Ammiraglio) di Divisione, e non di Squadra, fanno pensare ad una volontà italiana di lasciar vincere la parte ufficialmente nemica ma segretamente amica.

In particolare nei primi mesi del 1943 erano stati scelti, in Italia, come comandanti dei Servizi Segreti militari, dei generali ed ammiragli che saranno poi beneficiati con medaglie concesse loro da organizzazioni di parte avversa.
La stessa uscita di scena di Mussolini con la “roboante” seduta del 25 Luglio del 1943, sembra una volgata storica per mascherare un accordo tra molte parti.
Il Gran Consiglio del fascismo non aveva alcuna autorità né politica né amministrativa, e Mussolini buono buono, non solo si è messo a disposizione, predisponendo la convocazione del Gran Consiglio stesso ma ha accettato anche la decisione collettiva.

L’ipotesi più valida è che il Sistema avesse deciso, verso la fine del 1942, di allontanare Mussolini per un fascismo più aggiornato ed ancor più legato al mondo anglosassone (Ciano, Sforza).
Più o meno come Garibaldi, ferito da un regio carabiniere, Mussolini fu arrestato da un carabiniere sempre agli ordini dei Savoia, per completare un’operazione degna della Spectre.

Gli inglesi proposero un “Governo tecnico” formato poi con il Generale Badoglio, il quale aveva già gestito la vicenda di Caporetto.

Le vicende militari italiane nel 1943 mostrano alcune stranezze imputabili al re Vittorio Emanuele III

Guerra MondialeGli sbarchi alleati in Sicilia e poi a Salerno furono, effettuati senza l’intervento della “Regia” flotta navale italiana, che rimase nei porti, aiutando così, indirettamente, gli anglo-americani.

La mancata partecipazione della Regia Marina è stata suggerita dal Grande Ammiraglio Thaon di Revel, la cui famiglia ha gestito i rapporti tra i Savoia e gli Hambro.

La gestione del passaggio di comando, nel Settembre del 1943, nella città di Roma, fu organizzata con un accordo a tre: Re d’Italia, Hitler e Comando Alleato.
Dato che tutti e tre hanno avuto forti coinvolgimenti con il sequestro del tesoro residuo della Banca d’Italia e quello della Corona, si può presumere che un certo “gentlemen’s Agreement”, anche economico, ci sia stato.
Fatto sta che parte dei soldi italiani andò in Germania, passando per il Brennero ed un’altra parte, nascosta nei sotterranei di Via Nazionale, fu preda degli eserciti alleati.
Tutti questi denari italiani vennero gestiti diversamente dai depositi inglesi del Re italiano; questi valori rimasero intoccati per tutto il conflitto, anzi furono remunerati con l’interesse applicato per i prestiti inglesi di guerra.

A questo punto è facile capire che il vero obiettivo di questa “Spectre massonico londinese” era ed è tuttora il controllo finanziario globale.
Pensare esclusivamente allo scenario militare della WW2, è avere una visione parziale e totalmente distorta dell’immenso gioco mondiale.
Esattamente come tutti gli eventi successivi.

Staff di ControInformo.info

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