Complotto non esiste, parola di studio scientifico

Complotto – Alcune settimane fa, David Robert Grimes, un fisico inglese, ha pubblicato uno studio volto a smontare tutte le teorie di complotto

Il tema principale della ricerca è imperniato sul fatto che se ad un complotto hanno partecipato alcune persone, allora, dopo un certo lasso di tempo, il segreto non sarà più mantenuto e, per forza di cose, la verità sui fatti dovrà necessariamente saltar fuori.
Quindi, se dopo un certo numero di anni non si è diffusa una verità su un argomento in odore di “complotto”, allora la “teoria del complotto” va rigettata.

L’idea alla base di tale studio sarebbe buona se non fosse che, dal punto di vista metodologico, si prevedono alcune semplificazioni di base che rendono fallace ogni ragionamento.
La principale di queste semplificazioni è rappresentata dal fatto che tutti i partecipanti al complotto conoscano completamente lo svolgimenti di tutti gli eventi nei minimi particolari.
Secondo punto, ahimè per niente valutato, è la semplice constatazione che non ci siano ostacoli alla diffusione della verità.
Infine si da per scontato che la conoscenza finale, la Verità, sia desiderata dalla collettività tutta.

Beh, direi che è un bel po’ di roba…
Complotto

Iniziando dal primo punto, i partecipanti ad un progetto complesso, in questo caso un complotto, non hanno tutti quanti la visione completa anzi, ne hanno una limitatissima oltretutto viziata dall’indottrinamento dell’ambiente lavorativo.
La regola base delle organizzazioni prevede che ai partecipanti sia assegnato un ruolo piccolo adeguato alla persona e che le conoscenze dell’esecutore debbano essere limitate solamente alle informazioni necessarie per lo svolgimento dell’azione individuale…  niente di più!
Questa tecnica di segmentazione delle informazioni è ormai standard ed è conosciuta con il nome “need to know”.

“In un articolo di Life del 1945 si stimava che prima del bombardamento di Hiroshima e Nagasaki “probabilmente non più di poche dozzine di persone in tutta la nazione conoscessero il significato reale del Manhattan Project, e forse al massimo un migliaio di loro erano appena a conoscenza del fatto che il lavoro svolto riguardasse la ricerca sugli atomi”. La rivista ha scritto che gli altri 100.000 ed oltre impiegati del progetto ‘lavoravano come topi al buio'” [1].

Anche le organizzazioni sono segmentate al proprio interno ed hanno, nelle loro fila, ruoli ben distinti separati da gradi, come nelle forze militari oppure da livelli gerarchici di conoscenza, come nel caso della massoneria. I livelli più bassi non conoscono quasi nulla ma anche coloro che si trovano a ridosso dei massimi livelli vengono a loro volta esclusi dalla conoscenza massima.

Per il secondo punto basti pensare a tutte le tecniche di disinformazione presenti per capire che l’organizzazione del complotto lavora anche dopo la fine del progetto con l’ausilio di “Spin Doctor”, “GateKeeper”, “Troll” et similia. Questo lavoro ovviamente impedisce il diffondersi della conoscenza degli eventi.

“Avvisati che la rivelazione di qualunque segreto sarebbe stata punita con 10 anni di prigione o una multa di $ 10.000 ($ 130.000 di oggi), costoro vedevano delle enormi quantità di materiale grezzo entrare nelle fabbriche da cui non usciva nulla, e manovravano leve e comandi protetti da spesse mura, dietro alle quali avvenivano delle reazioni misteriose senza conoscere lo scopo ultimo del loro lavoro” [1].

Il terzo punto è rappresentato dal grande pubblico che in realtà non vuole conoscere il vero nocciolo delle vicende, un po’ per mancanza di tempo, un po’ per pigrizia, un po’ perché preferisce una versione edulcorata che meglio si adatta alla propria psiche ad un complotto ordito ai suoi danni.

Alla luce di tutto questo, pensate che un tale modello statistico possa essere valido o, anche voi, lo ritenete l’ennesimo, inutile, pezzo di carta realizzato con l’apposito scopo di cercare di dare “valore scientifico” alle assurdità propinate dalle versioni ufficiali?
Scommettiamo che il mainstream tutto parlerà di questo “studio scientifico” per molti anni a venire?
Note e fonti:
[1] Manhattan Project

Staff di ControInformo.info

Riproduzione consentita purché l'articolo non sia modificato in nessuna parte, indicando Autore e link attivo al sito.