Salute – Sicurezza Nazionale o conflitto d’interesse?

Salute – Quando la Sicurezza Nazionale è guidata da palesi conflitti d’interesse

La notizia del nuovo esposto presentato dal Codacons all’Anac in cui viene fatto notare come “il dirigente del ministero della Salute, Ranieri Guerra, firmi atti pubblici sui vaccini sedendo, come da curriculum, nel Cda della Fondazione Glaxo, che come noto produce il vaccino esavalente venduto in Italia […] anziché astenersi come dovuto, in base all’articolo 323 del Codice penale”, ci ha fatto tornare indietro  di 10 anni circa, al giorno in cui uscì “Shock economy”, di Naomi Klein, del quale si riporta un estratto.

Quando accettò la nomina a Segretario alla Difesa, Donald Rumsfeld, come tutti i pubblici funzionari, fu obbligato a spogliarsi di tutte le partecipazioni azionarie che avrebbero potuto essere influenzate – nel bene o nel male – dalle decisioni prese durante il mandato.
Molto semplicemente, ciò significava vendere tutte le azioni legate alla Sicurezza nazionale o alla Difesa.
Ma Rumsfeld faticò molto. Le sue partecipazioni azionarie in aziende legate in vario modo ai disastri, erano così numerose che il neosegretario affermò che non sarebbe riuscito a disfarsene entro i termini stabiliti, e piegò le norme etiche in suo favore, cercando di tenersi strette più azioni possibili.
Vendette le azioni della “Lockheed Martin”, della “Boeing” e di altre imprese del settore della Difesa, e mise in un blind trust 50 milioni di dollari in azioni.
Ma dopo tutto ciò, era ancora proprietario unico o parziale di agenzie private d’investimento attive nel settore della Difesa e delle biotecnologie.
Rumsfeld era restio a subire una perdita vendendo in fretta quelle aziende, e invece chiese proroghe di due-tre mesi rispetto alla data stabilita: un evento molto raro a quei livelli di Governo.
Ciò significava che, per sei mesi dopo l’elezione a Segretario alla Difesa, e forse ancora oltre, Rumsfeld fu impegnato nella ricerca di acquirenti appropriati alle sue aziende.Salute

Quando si trattò della “Gilead Sciences”, l’azienda che Rumsfeld presiedeva e che deteneva il brevetto per il “Tamiflu”, il Segretario alla Difesa si impuntò. Quando gli fu chiesto di scegliere tra i suoi interessi finanziari e il suo incarico pubblico, lui, semplicemente, si rifiutò di farlo.
Le epidemie sono questioni che toccano la Sicurezza Nazionale, e dunque rientrano interamente nell’ambito di competenza del Segretario alla Difesa. Eppure, in barba a questo palese conflitto di interessi, Rumsfeld restò proprietario di azioni della “Gilead Sciences” per un valore stimato tra gli 8 e i 39 milioni di dollari per tutta la durata del suo mandato.

Il rifiuto di Rumsfeld di piegarsi alla legge si rivelò molto redditizio.
Se avesse venduto le azioni “Gilead Sciences” all’inizio del mandato, nel gennaio 2001, ognuna gli avrebbe fruttato solo 7,45 dollari.
Ma conservandole durante l’allarme sull’influenza aviaria, l’isteria collettiva sul bioterrorismo e le decisioni della sua stessa Amministrazione di investire fortemente nell’azienda, Rumsfeld si ritrovò, alla fine del suo mandato, con azioni che valevano 67,60 dollari l’una: un aumento dell’807 per cento.
Nell’aprile 2007, erano arrivate a 84 dollari l’una. Ciò significa che quando lasciò il posto di Segretario alla Difesa, Rumsfeld era un uomo incomparabilmente più ricco di quando era arrivato: un evento raro per un multimiliardario che svolge un incarico pubblico [1].

Il deciso rifiuto opposto da Rumsfeld alla possibilità di smettere di arricchirsi sui disastri, mentre ricopriva la più importante carica nella Sicurezza Nazionale, ebbe diverse concrete ripercussioni sul suo rendimento lavorativo.
Per gran parte del suo primo anno in carica, mentre cercava di scaricare i suoi pacchetti azionari, Rumsfeld dovette sottrarsi a un numero impressionante di decisioni politiche cruciali.

Secondo l’“Associated Press”, l’allora Segretario alla Difesa “ha evitato riunioni al Pentagono in cui si parlava di Aids”.
Ora vi starete chiedendo cosa c’entri l’Aids in tutto ciò, ecco la risposta: la “Gilead Sciences”, tra gli altri brevetti, ne possiede anche alcuni per farmaci ritenuti cruciali per la lotta all’Aids.

E ci si meraviglia ancora del perché il programma mondiale di lotta contro l’Aids degli Stati Uniti sia gestito dal “National Security Council” e dalla CIA o del perché, siti come www.aids-statistics.com, accessibili fino al 2001, siano stati cancellati.

Note e fonti:
[1] “Shock economy”, di Naomi Klein, Rizzoli Editore

Nico ForconiControInformo.info

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