Wikipedia e l’illusione della “libera” informazione

Un gruppo di ricercatori ha scoperto che il 77% degli articoli presenti su Wikipedia è stato realizzato dall’1% dei suoi editor

Esiste una locuzione colloquiale, in inglese che indica una scelta apparentemente libera che in realtà è obbligatoria: la scelta di Hobson.
Thomas Hobson era il gestore di una stalla che affittava cavalli ai viaggiatori; quando alcuni clienti iniziarono a richiedere continuamente dei particolari cavalli, Hobson, per evitare che alcuni animali venissero sfruttati troppo, decise di introdurre un sistema di rotazione, posizionando i cavalli più riposati vicino all’ingresso e rifiutandosi di farli uscire se non nel giusto ordine. Egli insisteva perché i clienti prendessero il cavallo più vicino alla porta della stalla o non ne prendessero nessuno.

Anche Henry Ford vendette la “Ford Modello T” usando la famosa scelta di Hobson: la vettura era disponibile in una modesta gamma di colori ma la produzione rapida richiedeva una vernice che asciugasse velocemente e l’unica disponibile, all’epoca, era quella di colore nero.

Nel 2001, Jimmy Wales, imprenditore arrichitosi con il porno online nei primi anni ’90, decide di “raccogliere la somma delle conoscenza umane” e renderla gratuitamente disponibile al mondo intero, ed è così che vede la luce Wikipedia.

Sedici anni dopo, “Wikipedia – L’enciclopedia libera e collaborativa” è il quinto sito internet più visitato al Mondo, ospitando 43 milioni di articoli in 285 lingue diverse.
Anche se la no-profit Wikimedia Foundation tiene diligentemente traccia di come gli editor e gli utenti interagiscono con il sito, fino a poco tempo fa non era chiaro in che modo la produzione dei contenuti di Wikipedia fosse distribuita tra i vari editor. Secondo i risultati di un recente studio che ha analizzato i 250 milioni di edit effettuati su Wikipedia durante i suoi primi 10 anni di vita, soltanto l’1% circa degli editor di Wikipedia ha generato il 77% dei contenuti del sito.

Gli autori dello studio, che ha dato vita al libro Structural Differentiation in Social Media – Adhocracy, Entropy, and the “1 % Effect”, affermano che, invece di essere un’organizzazione decentralizzata e spontaneamente in evoluzione, Wikipedia può essere descritta come un’adhocrazia: una struttura di potere stabile e gerarchica che garantisce comunque un alto tasso di mobilità individuale all’interno della gerarchia stessa.Wikipedia

“Wikipedia è simile a qualunque altra organizzazione. I leader hanno un ruolo cruciale. Hanno investito moltissimo tempo nel progetto e hanno foraggiato il processo collaborativo.”
A questo riguardo, Wikipedia non è troppo diversa dalle altre aziende social media for-profit.

È bene ricordare che la Rete tutta nasce all’interno dell’establishment militare e accademico e gli standard ed i protocolli che regolano l’afflusso di dati, fino ad oggi, sono rimasti, di fatto, sotto il controllo degli U.S.A..
È negli Stati Uniti d’America, infatti, che hanno il quartier generale la maggioranza delle principali aziende dedite al computing ed al networking – da “IBM” a “Microsoft”, da “Cisco” a “Google” – ed è sempre negli States che ha dimora l’influente “Internet Corporation for Assigned Names and Numbers” (“ICANN”), che sovrintende all’assegnazione dei domini e degli indirizzi web e che opera da tempo sotto gli auspici del Ministero del Commercio degli Stati Uniti d’America.

La maggior parte dei 13 computer che controllano il convogliamento del traffico in tutto il Mondo, che prendono il nome di root server della Rete, resta, quindi, nelle mani degli enti pubblici e, soprattutto, di alcune aziende statunitensi.
Altro compito dell’ICANN è, inoltre, sovrintendere all’assegnazione degli indirizzi IP e dei domini, nonché occuparsi della manutenzione del database dei root server.

Alla luce di tutto ciò, è semplice capire come le decisioni prese dall’ICANN abbiano un grande valore economico e godano di grande importanza politica e culturale, in quanto fondamentali nel determinare le modalità di spartizione della Rete, in termini di proprietà e di controllo.

Fonti:
“Il lato oscuro della rete – Libertà, sicurezza, privacy”, di Nicholas Carr
“Quasi tutta Wikipedia è stata scritta dall’1 percento dei suoi editor

Nico ForconiControInformo

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