Geoingegneria – Vulcani artificiali per cambiare clima?

Vulcani artificiali – Uno studio realizzato dal team del dottor Anthony Jones, dell’Università di Exeter, evidenzia i rischi derivanti dalla geoingegneria solare

Qualche mese fa, l’Università di Harvard fece sapere al Mondo che avrebbe iniziato una serie di studi rivolti a scoprire rischi e benefici derivanti da iniezioni di aerosol nella stratosfera come sistema per contrastare il surriscaldamento globale.

Dopo la conferma, da parte dell’Università di Harvard, dell’utilizzo della geoingegneria come sistema per contrastare il surriscaldamento globale, fu la volta della NASA che, l’11 Giugno, irrorò i cieli della costa atlantica degli Stati Uniti d’America di nubi artificiali luminescenti con lo scopo di studiare la ionosfera e le aurore boreali, immettendo nell’atmosfera bario, stronzio e ossido di rame.

Eruzioni vulcaniche pilotate per modificare il clima – Lo studio shock

Pochi giorni fa, una nuova ricerca pubblicata sul sito di “Nature Communications” intitolata Impatti della geoingegneria solare sulla frequenza dei cicloni tropicalisuggerisce che, sebbene esperimenti di geoingegneria solare possano effettivamente avere impatti positivi, potrebbero anche avere effetti catastrofici in parti del Mondo già colpite da calamità naturali.
Con le eruzioni vulcaniche, si hanno alte concentrazioni di particelle di solfato nell’aria che, creando uno scudo che riflette la luce solare lontano dalla sua superficie terrestre, raffreddano la Terra.
L’utilizzo di vulcani artificiali, permetterebbe agli scienziati di immettere particelle simili nella stratosfera, con l’intento di invertire il cambiamento climatico in un processo chiamato geoingegneria solare.Vulcani artificiali

Vulcani artificiali – Pericoli

Il dottor Anthony Jones, dell’Università di Exeter, autore principale dello studio sull’utilizzo di vulcani artificiali, afferma che “la ‘geoingegneria solare’ localizzata in determinate aree è una strategia altamente rischiosa, che potrebbe contemporaneamente avvantaggiare una regione a scapito di un’altra”.
Il team ha realizzato una serie di simulazioni per esaminare l’effetto che la geoingegneria solare avrebbe sulla frequenza dei cicloni tropicali nell’Atlantico settentrionale; dai risultati emergerebbe che mentre le iniezioni di questo speciale aerosol vulcanico nell’emisfero nord diminuiscono la frequenza di cicloni e tifoni, se applicate nell’emisfero sud potrebbero aumentare il rischio dei cicloni stessi.

Secondo l’equipe del dottor Jones, le simulazioni hanno suggerito come gli effetti positivi nell’emisfero nord sarebbero stati compensati da un aumento della siccità nella regione del Sahel nell’Africa subsahariana, un’area già devastata dalla desertificazione.

10 miliardi di dollari il costo per geo-ingegnerizzare l’intero pianeta

Sebbene l’utilizzo di vulcani artificiali ed altri espedienti creati attraverso la geoingegneria possa sembrare remoto, in molti si sono già impegnati in progetti su larga scala per studiarne la fattibilità; il team dell’Università di Harvard ha stimato in soli 10 miliardi di dollari il costo per geo-ingegnerizzare l’intero pianeta.

Il dottor Jones e il suo team suggeriscono che, sebbene tali sforzi possano avere effetti positivi, è necessario affrontarli su scala internazionale: “Se mai venisse applicata su larga scala, la geoingegneria solare dovrebbe essere uniforme. Siamo estremamente preoccupati per l’assenza di una regolamentazione che impedisca a un Paese di fare geoingegneria solare. Finora l’argomento non è stato preso sul serio dai responsabili politici e questo tabù deve finire”.

Nico ForconiControInformo

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