USA contro Iran – Una storia infinita

Un giudice statunitense ha stabilito che l’Iran dovrà pagare più di 6 miliardi di dollari alle famiglie coinvolte nell’attacco alle Torri Gemelle

Il tribunale di New York, nella persona del giudice statunitense George Daniels, ha stabilito che l’Iran, la Banca centrale iraniana e i Guardiani della rivoluzione islamica sono responsabili per la morte di più di mille persone in seguito all’attacco terroristico dell’11 settembre 2001. Per questa ragione, George Daniels ha deciso che Teheran dovrà risarcire le famiglie delle vittime per una somma totale di più di 6 miliardi di dollari sebbene “nessuno degli autori dell’attacco era iraniano e non ci sono prove di legami diretti tra l’attentato e Teheran”;  la sentenza è stata “formulata sulla base dell’ipotesi che gli attentatori siano stati addestrati nel Paese sciita” [1].

Tutto ciò avviene a pochi giorni dall’invettiva lanciata da Benjamin Netanyahu nei confronti dell’Iran, ennesimo colpo di teatro del premier israeliano che, parlando in inglese e agitando un’asticella di fronte a grottescamente grandi slides in PowerPoint, ha assicurato di avere documenti, file video, audio, mappe e quant’altro a riprova del fatto che l’Iran stia violando l’accordo nucleare firmato nel 2015.

Entro il 12 Maggio, il presidente USA Donald Trump prenderà una posizione in merito ai termini dell’accordo del 2015, noto come “Joint Comprehensive Plan of Action”, siglato da Iran, Stati Uniti, Cina, Russia, Germania, Francia e Gran Bretagna, in base al quale il Governo di Teheran ha accettato di limitare le sue attività nucleari in cambio della revoca di gravi sanzioni economiche.
Accordo che, secondo Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres è fondamentale per evitare una guerra con l’Iran.

Quella tra gli Stati Uniti e l’Iran è una “storia d’amore” che va avanti da molti anni, per la precisione dal 19 Agosto 1953, giorno in cui prese vita una delle tante “teorie del complotto” poi dimostratasi realtà e passata alla Storia col nome di TP-AJAX o Operation Ajax”.Iranl’Operazione Ajax è un’operazione segreta dagli Stati Uniti e delle agenzie di intelligence che ha come scopo ultimo quello di rovesciare il primo Governo democraticamente eletto dell’Iran per sostituirlo con una dittatura.
Il 19 agosto 1953 è una data fondamentale nella storia recente dell’Iran perché è portato a termine il colpo di Stato, coordinato da Kermit Roosevelt e Norman Schwarzkopf senior, che depone il primo ministro Mohammed Mossadeq, colui che aveva deciso di nazionalizzare l’industria petrolifera.

L’Operazione Ajax, progettata dal Governo inglese ma messa in pratica da quello statunitense, rappresenta una vittoria per la strategia di Washington. L’Iran, è ancorato al campo occidentale, e gli Stati Uniti si garantiscono, alle frontiere meridionali dell’URSS, una base ideale per sorvegliare le attività aeree e missilistiche di Mosca.
Gli Stati Uniti prendono, così, in Iran, il posto degli inglesi: lo Shah diviene il gendarme del Golfo e gli americani gli venderanno armi per miliardi di dollari, infilando nel Paese qualcosa come 50.000 (cinquantamila) consiglieri militari.

A partire dal 1954, il petrolio ricomincerà a scorrere: resterà nazionalizzato ma le operazioni di estrazione saranno dirette da un consorzio di Società americane ed europee [2].

Il 25 Novembre 1986, l’allora presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, dichiarando che i fondi derivati dagli scambi di armi segrete con l’Iran furono deviati ed incanalati per acquistare armi per i ribelli in Nicaragua, diede luce al più grande scandalo politico e costituzionale dai tempi del Watergate, l’Irangate, meglio noto con il nome di “Iran-Contras affair”.
Scandalo che, nel 1992, travolge anche la “National Commercial Bank” e porta al fallimento della “Bank of Credit and Commerce International” (“BCCI”) [3], accusata, tra l’altro, di varie operazioni segrete illegali tra cui i trasferimenti di denaro e armi relativi alla scandalo “Iran-Contra” [4] e l’armamento ed il finanziamento prestato ai mujaheddin afghani durante la guerra in Afghanistan contro l’Unione Sovietica, attraverso il riciclaggio dei proventi del traffico di eroina proveniente dalle terre di confine tra Pakistan ed Afghanistan.

Note e fonti:
[1] Sentenza Usa: “L’Iran deve risarcire le vittime dell’11 settembre”
[2] “Il turbante e la corona – Iran trent’anni dopo”, di Alberto Negri, Marco Tropea Editore, 73
[3] BCCI scandal: long legal wrangling over collapsed bank“, “The Guardian”. “Britain’s biggest banking scandal“, “BBC News”. “National Commercial Bank Of Saudi Arabia“, “Los Angeles Times”. “COMPANY NEWS; Saudi Banker Is Charged With Fraud in B.C.C.I. Case“, “The New York Times”. “Saudi bank chief charged with dollars 300m BCCI fraud“, “The Independent”
[4] “Iran-Contra: The Cover-Up Begins to Crack“, “Time Magazine World”; “BCCI: Il Dirtiest Bank of All“, “Time Magazine U.S.”

Nico ForconiControInformo.info

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